domenica 12 luglio 2009

Nemanja e il Kosovo (dva)

Inserisci linkEccovi la seconda parte del mio diario dal Kosovo e Metohija (KOSMET). (La prima parte è qui).

Viaggio da Kosovska Mitrovica verso Orahovac.

Il viaggio da Kosovska Mitrovica a Orahovac è stato una delle cose più spaventose della mia espereineza in KOSMET. Subito dopo aver passato il ponte che separa la parte nord di K.Mitrovica (parte serba) da quella sud (parte albanese) vediamo case, villaggi e posti serbi bruciati. Lungo la stada, dove non tanto tempo fa, in alcuni luoghi la popolazione serba era in maggioranza, ora non ce n'è nemmeno più uno.
Vediamo chiese serbe e cimiteri saltati in aria da mine o distrutte e incendiate da albanesi. Vicino a loro una sfilza di brutte ed insignificanti costruzioni tipo pompe di benzina, alberghi, moschee e monumenti dei terroristi del UCK oppure enormi casone costruite dagli albanesi negli ultimi 10 anni che non creano certo un piacevole insieme.



Una delle moschee costruite recentemente. Di queste ce ne sono veramente dapertutto, ma non rapresentano comunque niente ne di storico, ne sono d'importanza architettonica.


Uno dei innumerevoli "monumenti" del terrore.


Tutte queste case serbe bruciate e in rovina mi creano sentimenti di costernazione e timore.


Pensate che questa centrale elettrica vicino ad Obilic, fino al 1999 era la centrale più grande del KOSMET e produceva energia elettrica che bastava per l'intera provincia. Oggi, in mano degli "esperti" albanesi ne produce appena il 10%. Così sono necessarie restrizioni di corrente eletrica che lasciano zone per delle ore o addirittura per intere giornate senza corrente. E ciò è una cosa un po' voluta; serve come strumento politico per fare pressione sulla gente oppure per farsi dare ascolto a livello internazionale.
Volendo si potrebbe produrre non solo energia per l'intero KOSMET, se ne potrebbe addirittura esportare.


L'entrata a Pristina, la città dove fino nel 1999 vivevano 40'000 serbi e 10'000 rom. Dopo la pulizia etnica da parte degli albanesi, con un forte aiuto dalla parte degli Stati Uniti e dei paesi della NATO, oggi ci vivono ancora alcune migliaia di serbi e appena 1'000 rom.



Ed ecco anche una dimostrazione pacchiana per dimostrare una stupida gratituddine agli Stati Uniti: una replica della statua della libertà! (sta ancora da vedere che prezzo dovranno pagare gli albanesi agli USA per l'aiuto ricevuto! )

Per tutto il viaggio, cercavo di trovare segni culturali e storici albanesi, per capire cos'è il patrimonio albanese in KOSMET. Ma più che nuove costruzione come queste, moschee nuove, monumenti ai terroristi e insignificanti palazzette non ho trovato.
Queste costruzioni sono state realizzate negli ultimi 10 anni, alcune dirittura su luoghi sacri serbi, e non rappresentano certo un buon esempio d'architettura o di patrimonio di un'etnia...anzi sono piutosto una vergogna!


Un'altra moschea "moderna". Il numero di moschee serve per dimostrare il "patrimonio" albanese....
Sui segnali stadali spesso le scritte serbe (in alfabeto latino, alfabeto che perfino i serbi non riconoscono) vengono cancellate. Questo è un "invito" ai rifugiati serbi a non tornarsene nel loro luogo d'origine.
Tutti i segnali che sono stati messi dopo la proclamazione d'indipendenza mostrano cartelli scritti in albanese e in serbo (alfabeto latino). Fino al 1999 i cartelli erano scritti in serbo (cirillico e latino) e albanese. Dai nomi dei luoghi,dei monti e dei fiumi, comunque si vede che non ci sono posti di origine albanese. I nomi sono stati solo adattati al modo di scirvere della lingua albanese. Perfino lo stesso nome "Kosovo" è una parola che viene dal serbo, in albanese la parola non ha significato.

Vuol dire che di nome di origine albanese non ce ne sono da queste parti, perchè non sarebbe stato necessario tenere il nome serbo.
Un esempio:
Vučitrn (serb)-Vushtrri (alb),Obilić (serb)-Obiliq (alb)...
Stavo pensando che sarebbe come se per esempio i serbi in Svizzera dichiarassero l'indipendenza della provincia di Zurigo chiamandola "Cirih", cioè il modo serbo di scrivere la parola "Zürich", nome comunque non serbo. Perchè in questo caso, di patrimonio serbo in Svizzera non ce n'è, quindi non esistono nomi di luoghi etc. che risalgono a parole serbe.


Nella prossima 3a parte del mio diario vi parlerò di qualcosa di più leggero, di più bello...purtroppo durante il viaggio per arrivare nelle enclave serbe, non ho avuto dei sentimenti piacevoli.
Come qua a Suva Reka (Metohija), con chiese ortodosse minate al bordo della strada. A Suva Reka fino a 10 anni fa vivevano 3.000 serbi.
Adesso nemmeno uno è tornato a vivere qui.

Per chi vuole vedere il mio intero album, è su face book.

Nemanja Mitrovic

mercoledì 8 luglio 2009

Come magnano a sto G 8 !


Chi porterà come first lady berlu ???
Noemi, chiuditi la camicetta che sono arrivati gli ospiti !!

domenica 5 luglio 2009

Nemanja e il kosovo


Il Kosovo e Metohija sono il cuore della Serbia, sacri luoghi della Serbia e sempre un grande tema per noi serbi. La storia del Kosovo ci pone tante domande e sembra sempre una ferita mai guarita.
Il mondo intero, il 15 ottobre 1912, pensava che con la liberazione del Kosovo dall'ocupazione turca, sarebbe finito un conflitto che oramai durava da secoli.
Invece adesso, quasi 100 anni dopo, potrebbe finire tutto con una dichiarazione d'indipendenza unilaterale?
Da serbo, non avrei potuto pensare e parlare di questo tema senza esserci stato almeno una volta.

Le mie foto sono frutto della mia impressione momentanea e fotografano la situazione nella parte nord del Kosovo e Metohija, cioè dal fiume Ibar a nord, dove i serbi sono anche al giorno d'oggi in magioranza.
I luoghi principali sono Kosovska Mitrovica (al nord del fiume Ibar), Zvecan, leposavic, Zubin Potok ..."

"Косово и Метохија Срце Србије,Света Српска земља,вечита тема за нас,Косовска прича и питање вуче се кроз читаву Српску историју,као рана која још увек није залечена,читав свет је мислио да је 15.Октобра 1912,када је Српска војска ослободила Космет од Турске окупације,то био завршни чин више вековног спора,дали је после скоро 100.година,овога пута после једностраног проглашења независности,стављена тачка,као покушај решења?

Као Србин не бих могао да причам и мислим о овој теми ако не бих бар једном отишао на Косово и Метохију.
Моје виђење тренутног стања на северу Косова и Метохије,тачније северно од реке Ибар,где Срби и данас чине апсолутну већину. Већа места су Северна К.Митровица,Звечан,Лепосавић,Зубин поток,итд... "



Поглед са Српског дела града на мост и Шиптарски
јужни део града,у коме је до 1999 живело више хиљада
Срба,они који нису били побијени пребегли су у северни део града.

Vista della parte nord (quella serba) di Kosovska Mitrovica verso la
parte albanese, dove fino al 1999 vivevano migliaia di serbi,
che sono scappati nella parte nord.



Графит на улазу у град
Grafitti


Споменик Архитекте,Богдана Богдановића,рударима,
у непосредној близини Звечана и К.Митровице
налази се један од највећих рудника олова и цинка
у Србији ”Трепча” који је некада био покретач економије
града а данас ради минималним капацитетима.

Il monumento di Bogdan Bogdanovic dedicato ai minatori.

на утовару хуманитарне помоћи коју је прикупила
организација ”Мајка девет Југовића”,”Срби за Србе”
из Црне горе и Републике Српске,део помоћи
је пристигао и од Српског Краљевског пара,
помоћ је упућена Српској енклави,
Ново брдо у источном Косову и Метохији.

Abbiamo caricato merce per aiuti umanitari che è stata
donata dalle organizzazioni "Madre dei 9 Jugovic" e "Serbi per Serbi"
e che è arrivata dal Montenegro e dalla Republika Srpska
e dalla famiglia del re serbo. La merce è destinata per un
enclave di serbi nell'est del Kosovo e Metohija che si chiama Novo Brdo.

Ови камиони ће под строгом пратњом међународних
снага путовати до одредишта. Иако јасно носе знак
црвеног крста могућност напада од стране Шиптара је огромна.

Questo camion verrà rigorosamente scortato
da forze internazionali fino a destinazione finale.
Rischierebbe di venire attaccato, nonostante porti la croce rossa.




На улазу у Манастир Сочаницу,део братства,
Ненад,Кум и ја.
All'entrata del monastero di Socanica: il mio Kum,
due frati del monastero, il mio amico Nenad ed io.




Косовка Митровица: На овом месту у давној историји
постојала је црква посвећена Светом Димитрији по коме
је и град добио име,као његов заштитник,2005.
године завршена је градња новог Храма Светог
Димитрија на брду изнад К.Митровице.

Kosovsoka Mitrovica: in questo posto,moltissimo tempo fa,
c'era una chiesa dedicata a San Dimitrije,
da cui la città a ricevuto il nome. Questa chiesa
è stata costruita nello stesso luogo, nel 2005.



На врху Звечанског града и тврђеве поносно
се виори највећа Српска застава коју сам до сада видео.
Sulla collina a Zvecan si trova la bandiera serba
più grande che abbia mai visto



Рођен на северу Србије, пореклом из околине Лесковца, тренутно живим и радим у Цириху.
Сликано,током мог боравка Јуна 2009. За целокупан преглед посетите мој албум на фејсбуку овде.

Queste sono alcune delle mie foto del viaggio che ho fatto nel giugno 2009. L'intero album con tante spiegazioni lo potete visitare qui (per chi è su Facebook).
Sono nato nel nord della Serbia, ho le mie origini nelle vicinanze di Leskovac e adesso vivo all'estero, ma il cuore è rimasto nel mio paese.
Nemanja Mitrovic

sabato 4 luglio 2009

Don Vitaliano e la xenofobia

"Care sorelle e fratelli immigrati in Italia o che state per venire - scrive - dopo la giusta presa di posizione della S. Sede contro la legge razzista approvata dal Parlamento italiano in questi giorni, mi sono confrontato a lungo con i documenti del Magistero della Chiesa, con un insegnamento che non tentenna nell'affermare l'assoluta priorità per il cristiano di farsi prossimo a chi non ha prossimo. E, in questo particolare momento storico, chi è più privo di prossimo di voi, sradicati dalla vostra terra, lontani dalla patria e dagli affetti, scacciati dai Paesi ricchi? Accettare fino in fondo il Vangelo e l'insegnamento della Chiesa - prosegue - deve portare noi cristiani a denunciare fermamente l'imperante ondata di xenofobia nei vostri confronti, e deve farci andare controcorrente rispetto al dilagare del razzismo camuffato da presunta 'sicurezza'. Inoltre, deve porci di fronte ad un dissidio inconciliabile: l'impossibilità di rispettare le leggi dello Stato che si ergono come muro ad arginare la massa dei disperati che preme". "Si dice che l'Italia sia un Paese a maggioranza cattolica, o comunque di radici culturali cristiane - prosegue don Vitaliano - ma sembra che l'onda montante nel Paese abbia ben diversa matrice. E non mancano, ormai, forze politiche come la Lega, che squallidamente cavalcano questa pericolosa onda dell'intolleranza, esclusivamente per fini elettorali. In questi giorni il Parlamento del mio Paese, che si dichiara a maggioranza cristiana, ha deciso di cacciarvi via, vuole respingervi dall'Italia. Mi sono interrogato su quale sia il ruolo del Parlamento: accettare il ricatto interessato di fascisti e leghisti a recepire e ratificare gli umori del Paese oppure - nel rispetto dello spirito della Costituzione - attraverso le leggi, aiutare questo Paese a crescere. Io non sono un esperto di leggi, né un esperto dei problemi dell'immigrazione - sottolinea ancora - tuttavia mi permetto di ricordare ai parlamentari del mio Paese, che una legge per regolamentare l'ingresso degli immigrati e che costituisca la Carta fondamentale per una convivenza multietnica, non può fondarsi sulla repressione, sui respingimenti indiscriminati e sullo stato di polizia, ma deve avere come presupposto l'accoglienza. Non si può considerare, infatti, 'hostis' chi il dato costituzionale e la nostra tradizione culturale considera 'hospes'". "Perciò, fratelli migranti - conclude - invito a venire e restare in Italia perché non è vero che siete delinquenti, perché non è vero che venite a rubarci il posto di lavoro, perché non è vero che siete troppi, tanto da non poter essere integrati nel nostro tessuto sociale. Vi invito a venire e restare in Italia perché in ogni caso avete qualcosa da regalarci, perché potete aiutare questo Paese a cambiare, perché non ci sono soltanto quelli che non vi vogliono: per fortuna, ci sono tanti che sono contenti di avervi tra noi, e non vedo per quale motivo debba comunque prevalere il razzismo".

martedì 16 giugno 2009

Lina è sicuramente zitella....

..sei cativa. non e giusto che trati cosi la giente perche' non sei d'acordo con loro idee. Sei fai cosi dai ragione a me.
Voi parlate tanto e fate gli ofesi.
Eco la diferenza tra voi e noi.
Noi siamo un grande popolo tolerante.
a.

Si, abbiamo subito capito che sei molto tollerante! hahahahaha!
f.

brava F. Tu si che ai capito.
sei diversa da altre persone che ano dificolta a capire le idee per vivere insieme in pace.
Kosova e una realta. come si dice, metiamo una pietra sopra.
E poi nesuno obliga nesuno a vivere in kosova. se non va bene, va via. no?
F..., tu sembri una persona inteligente..
scometo che hai parenti in Kosova anche tu. ho gia' sentito tuo nome. vieni da Prishtinës, vero?
a.

hai ragione! nessuno obliga i kosovo albanesi a vivere in kosovo per esempio, non capisco perchè invece di usurpare un territorio, non se ne vanno, semplicemente come dici, tu! mica c'è un problema, no? noi che ci capiamo cosi bene!
il mio cognome?
ti sbagli è un cognome che viene dalla Norvegia!
Che università hai fatto tu?
a.

Dala Norvegia? strano... mi sembrava di Prishtinës. come e picolo il mondo!
ma alora hai parenti in kosova di sicuro.
no no. non ho fato la universita perche la mia familia non poteva permettere. quela in lingua albanese era piena. cera quela dei serbi ma io non andavo.
non era buona.
ora con kosova tuto e perfeto!...
noi non abiamo usurpato teritorio. noi siamo tanti. serbi pochi. alora devono andare via, cosi sono piu' felici anche loro.
e fano meno problemi anche a noi. loro sono violenti e non voliono la pace.
per fortuna che kfor ci protege.
a.

ora stavo pensando una cosa... Lina sicuramente e amica di berlusconi perche no ama convivenza tra persone. tu che ne pensi?
a.

Lina? non la conosco bene...chiedi a lei? non so se è amica di Berlusconi, sai lei ha un po' piu di 18 anni....
davvero, non hai fatto l'università? sai che non l'avrei mai pensato!
ma dove è finito il link che ti ho messo sul tuo muro?
f.

Lina e sicuramente zitela... perche persona cosi cativa non la sposa nesuno. pensa. mi ha tolto lamicizia.
no no.. non ho fato universita.
a.


ciao lina... io sono a.
o conosciuto oggi una persona con il tuo nome. ma siramente tu sei piu simpatica.
non hai una bela foto da vedere?
a.

ciao
io sono a...
sei proprio bela bela.
ti sposerei subito... sei musulmana anche tu?
o guardato tanto la tua foto. anche se ai 10 ani piu di me, li porti bene.
sei diversa da quela lina che ti dicevo.
e proprio antipatica e tu sei piu bela di lei.
ma dove abiti? in america?
io conosco tante cose delamerica.
coca cola , mec donald e altre cose ancora.
che lavoro fai?io facio il muratore e agiusto biciclete.
sei mai stata in italia? e un bel posto anche se la gente qualche volta si arabia subito.
io sono nato in kosova. litalia e un bel posto.
limportante e non mostrare tropo che sei straniero altrimenti ti dano calci.
pero mi trovo bene.
non ho la ragaza anche se conosco tanta gente.
dicono perche sono albanese. io dico che sono di kosova. ma loro mi dicono brute parole lo steso.
ora vado a dormire. domani mi alzo presto.
buonanote Lina bela.

sai lina. tu me ricordi mia molie. pero lei era un po piu' bela (senza ofesa). Ma era cativa uguale a te.
io non facio male a nesuno, ma quando parlo poi persone mi dano calci.
a.

tua moglie ???
l'ho detto che c'è un feeling tra noi !!
ma io sono piu' bella che in foto !!
poi a parte il kosovo siamo daccordo su tutto..
io vorrei 2 o 3 bambini e tu ????
lina

e una storia lunga.. molie cera ma ora non ce piu perche cativa come te.
anche io vorei bambini. 2 bambini maschi e loro devono avere nome di Ramush e Hashim.
Come miei eroi Ramush Haradinaj e Hashim Thaçi.Loro ano fato tanto per indipendenza di kosova.li conosci?
pero tu sei cristiana, vero? ma non
ce problema. Tu diventi musulmana. puoi stare a casa con mia mama....
e poi acompagni bambini a moschea del mio paese
a.


sui musulmani non ho proprio niente in contrario.. ma su haradinaj e thaci..
no caro..
meglio josif broz e slobodan come milosevic !
lina

Ma si, verità e sempre vostra. Sopratutto quando e garantita da americani e suoi armi nucleari.
sasa

non dire nulla sasa
questo è il mio prossimo marito e io devo partorire 2 figli maschi, portarli alla moschea e vivere con mia suocera
vuoi rovinare tutto ????????
lina

importante Lina e che tu diventi musulmana e non frequenti bruta gente di cristiani serbi.
uomo con camion.... tu vivi neli incubi del pasato. guarda futuro. futuro e kosova con americani.
serbi posono vivere anche loro basta che seguono legi di kosova
a.

ah no a. scusa.. posso diventare musulmana, fare figli e andare alla moschea con la suocera
ma gli americani mi fanno troppo schifo !!
non fanno per me !!!
lina

mio amico B. e brava persona. anche lui è uomo di camion ma e piu simpatico di quelo che scrive qui perche non e serbo.
lui viagia tanto e conoscie tante cose.
anche tu potresti imparare verita di mondo.
conoscie tanti americani che lavorano in kosova vicino confine.
lui e gentile e fa tanti regali a loro e tuti vogliono bene a lui quando pasa con camion...
magari un giorno faciamo un giro tuti insieme e ti facio vedere mio paese
a.

non e posibile... non e serbo. e una brava persona lui. purtropo e persona stanca perche lavora sempre di note. io gli o deto di riposare ma lui dice che di note ci sono meno problemi ala frontiera.
ma lui fa tanto bene al nostro paese
a.

ma alora vai con tuti Lina... prima fai 2 bambini con me e poi ti passo a B.
Pero lui a storia triste con moglie.
lui ha mandato italia a lavorare come cameriera e adesso va avanti e dietro romani-kosova e porta con lui amiche di moglie.
si sente solo ma vuole dona d kosova. non penso che li piaci perche conosci tropi serbi.
e lui dice che puzano (questo e vero... non si lavano, li ho visti e sentiti io)
a.

Ma lina, lascia perdere, lui non e musulmano. Loro non hanno fede. Quelli capelli bianchi tradizionali che portano, sono stati obbligati da turchi per essere distinti come infedeli. Loro cambiano la fede per la comodità. Dipende a chi devono servire. Oggi sono americani. Domani saranno cinesi, basta che conviene. Sono stati ortodossi, anche nazisti - quindi mai fidare di loro. Serbi gli hanno dato la terra nel 1040 , vedi te che errore hanno fatto. Sono come una cellula di cancro.
sasa

sabato 30 maggio 2009

Avanti e indietro

Situazione complicata e contraddittoria per le minoranze ed i Rom in Kosovo. Mentre molti rifugiati all'estero vengono rimpatriati a forza , le minoranze lì presenti vengono forzate a lasciare il paese.

28 maggio 2009 - Secondo informazioni del suo avvocato, la polizia ha arrestato il ventiseienne Elvis A., lunedì 26 maggio 2009 attorno a mezzanotte, presso la sua casa a Fuldatal, dove viveva con la sua compagna e i loro due bambini, di un anno e mezzo e di tre settimane, per essere rimandato in Kosovo, dove non ha altri familiari. Secondo la stessa fonte, Elvis A. arrivò in Germania, nel settembre 1999, con i genitori e altri fratelli, a seguito del conflitto in Kosovo.
Invece di ricevere asilo, a Elvis A. venne garantito soltanto uno "status di tollerato" ("Duldung"), che offre una protezione limitata contro l'espulsione. Non solo, in questo modo Elvis A. non poteva ricevere una formazione professionale o avere un lavoro regolare. Arrivato in Germania 82 giorni troppo tardi, ha perso l'opportunità che il suo caso fosse considerato dalla cosiddetta "Härtefallkommission" che tratta i casi di particolare sofferenza tra i richiedenti asilo.
Il governo federale tedesco ha recentemente concluso un accordo di riammissione con le autorità kosovare che permette il rimpatrio forzato di persone originarie del Kosovo, indipendentemente dal loro retroterra etnica. Questo accordo è in contrasto e viola de facto la posizione UNHCR sui bisogni di protezione internazionale continuata degli individui del Kosovo, secondo cui i Rom ed i Serbi kosovari continuano ad essere a rischio di persecuzione e a cui dovrebbe essere garantito l'asilo o protezione sussidiaria.
La deportazione di Elvis A. coincide con la pubblicazione da parte del Gruppo Internazionale sui Diritti delle Minoranze di unrapporto che evidenzia la continuata discriminazione delle minoranze etniche, che porta alla loro dipartita dal Kosovo. Il giorno stesso, la Commissione contro il Razzismo e l'Intolleranza del Consiglio d'Europa, ECRI, ha emesso il suo quartorapporto nazionale sulla Germania, in cui esprime le proprie critiche riguardo le politiche restrittive del paese verso i richiedenti asilo.
In questo rapporto, l'ECRI dedica un'intera sezione alla situazione di chi è stato ammesso in Germania sulla base dello "status di tollerato". Mentre si elogiano gli sforzi della Germania per fornire una condizione provvisoria di residenza a chi è in Germania da diversi anni, a cui ci si riferisce come "Bleiberechtsregelung", fornendo loro adempimento a determinate condizioni, l'ECRI incoraggia le autorità tedesche "a lavorare verso una soluzione che sia umana e pienamente rispettosa dei diritti umani di tutte le persone, incluse quelle che non beneficeranno delle disposizioni attuali, che hanno vissuto in Germania in status di tolleranza per lungo tempo ed hanno sviluppato stretti legami con la Germania." Elvis A. sarebbe certamente ricaduto in questa categoria.

(Reuters)

La situazione dei rom in Kosovo

PRISTINA (Reuters) - Dice un rapporto di mercoledì scorso che la mancanza di volontà della leadership kosovara di etnia albanese nell'assicurare i diritti alle minoranze, ha allontanato molti Bosniaci, Turchi, Rom ed altre minoranze non-Serbe.

La maggioranza albanese ha dichiarato l'indipendenza nel febbraio dell'anno scorso, nove anni dopo che la NATO aveva eseguito una campagna di bombardamento durata 78 giorni, per cacciare le forze serbe dal Kosovo.

Da allora, si sono approfondite le divisioni etniche tra i due milioni di Albanesi e i 120.000 Serbi rimasti nel paese, con 14.000 peacekeeper NATO e la missione di 2.000 componenti dell'Unione Europea che sovrintendono ad una fragile pace.

Il rapporto del Gruppo Internazionale sui Diritti delle Minoranze (MGI) dice che Bosniaci, Croati, Gorani, Rom, Askali, Egizi e Turchi, che sono il 5% della popolazione, affrontano discriminazioni e molti di loro da allora hanno lasciato il paese.

"C'è mancanza di volontà politica e di investimenti sostanziali nello sviluppo effettivo dei diritti delle minoranze tra la maggioranza albanese," dice. "Assieme ad una cattiva economia, queste condizioni significano che molti componenti delle comunità minoritarie stanno lasciando definitivamente il nuovo stato del Kosovo.

Il rapporto dice che il povero trattamento delle minoranze è stato dovuto alla percezione che siano state alleate all'ex regime serbo negli anni '90, o che abbiano fatto poco per opporvisi.

L'uomo forte della Serbia, Slobodan Milosevic, fu accusato dal tribunale per i crimini di guerra delle Nazioni Unite per aver ucciso componenti dell'etnia albanese in Kosovo, ma morì prima che il suo processo all'Aia fosse completato.

Le minoranze non-serbe in Kosovo hanno criticato la comunità internazionale per dare troppa attenzione alle relazioni albanesi-serbe ed ignorare gli altri gruppi.

"La priorità della comunità internazionale dovrebbe essere di assicurare che ci sia qualche tipo di meccanismo dei diritti umani internazionali a cui le minoranze in Kosovo possano appellarsi," ha detto in un'intervista Mark Lattimer, direttore di MGI.

Il gruppo ha detto che assicurare la protezione delle minoranze aiuterebbe il Kosovo nel cammino verso l'Unione Europea.

Il Kosovo è l'unico paese dei Balcani occidentali senza una chiara prospettiva di unirsi al blocco, dato che alcuni stati membri incluse Spagna e Grecia non l'hanno riconoscito. La Serbia guarda ancora al Kosovo come parte del suo territorio storico, e ha chiesto alla Corte Internazionale di Giustizia dell'Aia di giudicare sulla legalità della secessione.

Fonte : Roma ex Yugoslavia

venerdì 29 maggio 2009

Sveglia ministro !!!


Un dipendente dell'amministrazione pubblica serebbe licenziato....
Un ministro che prende 19.000 euro mensili............ ???????????

martedì 19 maggio 2009

Sempre la stessa solfa....

L'attesa visita del Vice Presidente americano Joe Biden nei Balcani, noto in questa regione come uno dei fautori della politica dell'Amministrazione americana tra le più rigide mai fatte nei confronti della Serbia, conferma ancora una volta la forte presa di posizione dell`America nell'Europa Sud Orientale. I primi segnali che l'America ha deciso di inviare sono a favore della nuova americanizzazione dei Balcani dopo dieci anni di abbandono dalla politica di George W. Bush, si sono avuti già i primi giorni dopo l'investitura del nuovo Presidente americano Barak Obama e con la nomina del nuovo Segretario di Stato Hillary Clinton, che ovviamente ha una “buona” memoria quando si tratta di Balcani. Proprio suo marito, con lo stesso Biden, è stata creata la politica dei “bombardamenti umanitari” che hanno ferito e massacrato migliaia di civili. Negli anni '90, Biden era ben ricordato per le sue dichiarazioni che sono talmente razziste, come “i serbi sono illetterati, degenerati, stupratori, infanticidi, macellai e aggressori”, e al Presidente Milosevic stesso disse: “Sei un disgraziato criminale di guerra, e come tale dovrai essere processato”.
Brano tratto dall'articolo di Rinascita balkanika : La nuova americanizzazione dei Balcani

venerdì 15 maggio 2009

Do You Still Want to Be a Serb Now?

CounterPunch is a project of the Institute for the Advancement of Journalistic Clarity


edited by alexander cockburn and jeffrey st. clair


Who NATO Killed
Since the Nato airstrikes began on March 24 Serb officials say more than 2,000 civilians have been killed and more than 7,500 wounded. Nato has owned up to bombing raids and missile attacks that have killed 460 civilians, according to a tally by Agence France-Presse. By all accounts, the bombing was indiscriminate, killing farmers, suburbanites, city dwellers, factory workers, reporters, diplomats, people in cars, busses and trains, hospital patients, the elderly and children. Indeed, by our count, Nato bombing raids have killed more than 200 children. Hundreds more will almost certainly perish in the coming months, through environmental factors, such as poisoned water supplies and lack of electrical power to run vital hospital equipment. The following list of civilian casualties is far from comprehensive. We compiled it from daily reports by the Yugoslav Foreign Ministry and wire services, including Agence France Presse, Reuters and AP.

Aleksinac
Five Nato missiles hit Aleksinac, a small mining community, on April 6. Seventeen civilians, taking shelter in a basement of a house, were all killed. Although there is no military presence in the residential area that was bombed, more than 400 homes were destroyed.

Ariljaca
Nato missiles hit Ariljaca, a small town outside Pristina, on April 28, killing two and injuring a dozen civilians.

Belgrade
Near midnight on June 1, 14 missiles destroyed a block of houses in a suburb of Belgrade killing 5 and injuring 20.

Around 1 a.m. on May 20, Nato cluster bombs hit "Dragisa Misovic" hospital in downtown Belgrade. The neurological ward, the maternity ward, the gynecological ward and the children's ward for lung diseases were destroyed. Nato later admitted that one of the laser guided bombs overshot its target by about 1,500 feet (460 meters).

During the attack 4 women were in active labor. A woman who, at the time of the attack, was having a Caesarean section, was also injured. She was transferred to the basement where her baby was finally delivered! In the attack 4 patients were killed, and several women in labor were wounded.
On May 8, Nato airstrikes hit the Chinese Embassy, destroying half of the building. According to the Chinese Government there were about 30 people in the building at the moment of the attack. Four Chinese citizens were killed and at least 20 injured.

On Friday, April 23, around 2 a.m., the building of the Serbian National Broadcasting Network was destroyed by Nato air strikes. The building is in the very center of Belgrade, a few hundred feet from a children's theater, St. Marko's Church, the City Childrens Center and the local market. More than 20 civilian employees of the TV station were killed.

On April 16, Milica Rakic, a three-year-old girl, was killed in the Nato attack on Batajnica, a residential suburb of Belgrade.

The administrative center of the Ministry of Internal Affairs was hit several times. The building is in the very center of Belgrade, near the city hospital, which has the largest delivery ward in Belgrade. Several civilians, who were passing by the building at the time of the attack, were killed.

On April 13, a cluster bomb hit the Veterans Army Hospital in downtown Belgrade, injuring sixteen patients.

Bor
Six persons were wounded when Nato hit the electricity relay station at a mine site in Basin Bor on May 15.

Cacak
On May 5, Nato forces destroyed the Sloboda plant, the largest factory in Cacak. This factory produced domestic appliances and employed 5,000 workers. A residential area near the factory was also destroyed. Two persons were killed, one of them was a 74-year-old woman. Seven were injured.

Cuprija
On June 1, 2 civilians were killed and 9 wounded when Nato bombs destroyed more than 100 houses in the center of this small town.

Djakovica
On April 21 70 civilians died and 20 were injured in a refugee camp near Djakovica, home for more than 500 people evicted from Krajina (Croatia). The houses were completely destroyed. Just four years ago, more than 400,000 civilian Serbs were ethnically cleansed from the Krajina region by the Croatian government of Franjo Tudjman. There were 53 bomb craters at the site.

On April 19, seven missiles hit the same site, killing five and wounding 16.

Gnjilane
Nato attacked Gnjilane a number of times in May. There were dozens of civilian casualties. The City Hospital was hit and badly damaged.

Grdelica
Nato hit an international train, on regular service from Belgrade to Thessaloniki (Greece), in the vicinity of Leskovac on Monday, April 12. Sixty passengers were killed, including a 10 year-old child. More than 30 passengers were wounded. All casualties were civilians.

Gucevo
On April 23, Nato planes attacked this mountain ski resort, seriously injuring the manager of the complex.

Istok
On May 21, a prison in Istok was hit with two missiles, killing one man and seriously injuring one woman. The attack was repeated at 9:20 a.m. with ten missiles. The econd attack left nine people dead, including the deputy governor. At least 10 people were injured. Since then, Nato has bombed this prison several times. By June 1, the death toll had risen to 100..

Jagodina
On May 25, Nato attacked this agricultural village with five missiles. One struck a greenhouse killing a farmer and wounding two workers.

Korisa
On the night of May 13, six Nato missiles struck a farm in the rural village of Korisa in Kosovo. In this attack, 87 Kosovo Albanians died. Kosovo Albanian Fehmi Ahmeta told Reuters that seven members of his family were killed. Journalists who visited the site described it as full of bodies, some of them still burning at the time of their visit. One journalist said said there was no trace of Nato's claim of a Serb military presence.

Kosare
On May 22, Nato was forced to admit that it had mistakenly bombed a KLA base in the border town of Kosare. KLA spokesmen said that 7 were killed and 15 wounded in the attack.

Kragujevac
Workers employed at the Zastava factory in Kragujevac used their bodies to "protect" the factory, a fact that was well known to Nato war planners. 120 workers were injured in an April 10 Nato assault on the factory. The Zastava automobile factory supported more than 50 percent of the citizens living in the Kragujevac area.

Kraljevo
On June 1, seven people were injured, three of them children, when four missiles hit the residential area of Sovljak.

Throughout May, Nato repeatedly targeted the town of Kraljevo, destroying its school and a hospital clinic. More than 20 civilians have been injured. A message on one of the bomb casings found at Kraljevo read, "Do You Still Want to Be a Serb Now?"

On April 29, one person was killed and 8 injured when a missile struck a public bus on the Goadcica Road.

Krusevac
Nato forces destroyed the "14th October" factory of construction machinery on April 11. A dozen workers were injured. The plant, which employed 6,000 workers, was demolished.

Kursumlija
On May 29, cluster bombs hit the Markovici housing complex, killing one and wounding two.

In two Nato attacks on Kursumlija in early May, 13 citizens were killed and more than 20 were injured.

On April 12, two missiles struck a residential area killing 6 and injuring 23. Among the dead: 11 month-old Bjonana Tosovic and her father Boris.

Labane
On June 1, two people were killed and one critically injured when Nato planes attacked the Cenovacki Bridge over the Jablanica River.

Lipljan
On April 26, Arla Lujic, a six year-old girl, was killed and her brother and sister seriously injured by a Nato cluster bomb. Her father, Sacir Lujic, said, "We were at home in the center of the village and the children were playing in the yard when we heard a powerful blast. We didn't know if it was a Nato plane that fell down or a bomb. Children are not guilty at all."

Luzane
May 1, Nato planes attacked a bridge in Luzane (12 miles from Pristina), hitting the "Nis Express" bus on its regular service linking Nis and Pristina. There were about 70 passengers on the bus. A missile hit the bus directly and split it in two. One half remained on the bridge burning for an hour, while the other half plunged into the valley. Bodies were scattered over a wide area. Forty-seven people were killed.

They attacked again 25 minutes later, when an ambulance vehicle was damaged and one medical doctor was seriously wounded in the head. One of the Luzane inhabitants, who eyewitnessed the attack, said the bus was filled with civilians, mostly old people and children and that he could hear them crying for help from the bus wreckage after the attack.

Merdare
Nato planes dropped cluster bombs on the home of the Tosic family, in the small village of Merdare, located between Kursumlija and Podujevo. An eleven-month-old baby girl was among the Merdare victims. Her mother, in the ninth month of pregnancy, was injured. The father was killed.

Murino
On May 1, the small Montenegrin village of Murino was bombed with 10 missiles. Orhan Redzepagic, the mayor of the remote mountain commune of Plav, said that four civilians were killed including two young girls, refugees from Pristina, who were hit directly and blown into pieces. The other two dead were a man and a woman. Eight people suffered injuries.

Nis
On June 1, Dusan Mancic and his wife Vukosava were killed and their three grandchildren were injured when their house was destroyed by Nato missiles.

On May 7, 1999, 15 people were killed and 70 injured when cluster bombs fell on the town market.

On April 19 one civilian was killed and 11 wounded went Nato missiles destroyed 10 homes in the Bujuriska housing complex.

Novi Sad
Nato attacked an oil refinery in Novi Sad more than 10 times. A thick cloud of benzene-laden smoke hangs over the city and water from the public water supply is no longer drinkable.

Several residential areas in the suburbs of Novi Sad were demolished. As of June 1 there are more than 100 seriously wounded civilians in Novi Sad.

Novi Pazar
On May 31, six Nato cluster bombs hit a four-storey apartment complex in the center of town killing 23 and injuring 20.

On April 23, four people were injured when a Nato missile struck a Red Cross soup kitchen. Later that same day, one person was killed and two injured when missiles hit the Novi Pazar medical center, which housed one of Europe's largest treatment facilities for muscular dystrophy.

Novi Varos
Four workers were seriously wounded on April 18 when two Nato bombs struck a hydroelectric plant on the Bistrica River.

Pancevo
One May 1, Nato missiles destroyed a chemical plant which produces fertilizers. Seven workers were injured. The entire residential quarter near the factory was evacuated because of the danger of intoxication by poisonous gases released due to the damage inflicted to the building and the fire that consequently broke out.

Nato forces have repeadedly hit the power plant in the Pancevo petroleum refinery complex, which supplied electricity and gas. The refinery was attacked on several more occasions. A huge amount of toxic material was spilled into the Danube River, which flows all the way from Germany to the Black Sea.

An April 3 strike on the plant killed two people and injured 17.

Paracin
On May 12, a dozen houses in Paracin were destroyed, one person was killed and five injured.

Pristina
On May 30, one person was killed and six wounded when missiles destroyed their cars at the entrance tunnel outside Pristina.

Five Nato cluster bombs destroyed a largely residential area of Pristina called Grinija, killing Branko Gudzic, the head of technical services for the Provincial Executive Council of Kosovo. Two of his colleagues were seriously wounded.

On April 12, a missile struck a Ford Escort on the Pristina-Polje Road, killing two and seriously injuring one.

On April 9, Nato destroyed a residential area in downtown Pristina, killing five members of the Gasi family as they hid in the basement of their house. Nato admitted it may have hit houses when its missiles overshot the Pristina telephone exchange.

Prizren-Djakovica
In the early afternoon hours on April 14, 1999, a convoy of Albanian refugees was bombed four times by Nato planes. The refugees were moving down Prizren-Djakovica road, mostly on foot, or in tractor trailers. At least 75 people were killed, 100 wounded. All of the victims were Albanians, mostly children, women and elderly people. Since the attack was carried out in daylight, considering that the convoy consisted mostly of agricultural vehicles and civilian cars, and that the attack was repeated four times with long periods of time between them, possibility of this attack being accidental is very unlikely.

Sabac
On May 25 Nato planes struck this small town with five cluster bombs, destroying a school and an apartment complex. One person died and four were wounded in the attack.

Savine Vode
On May 3, , during the Nato attack on Savine Vode a civilian bus on the Djakovica-Podgorica Road was hit. At least 20 persons were killed, 43 were injured (23 suffered serious injuries). There were large numbers of women and children among the victims. Rescue teams and ambulance cars weren't able to help the victims due to the prolonged attack.

Sremska Mitrovica
On June 1, 200 homes were obliterated by four cluster bombs, killing five civilians and hurting more than a dozen.

On May 2 Nato bombs destroyed residential areas in the town of Sremska Mitrovica killing four and injuring 10.

Subotica
On Friday, April 16, Nato planes attacked the city of Subotica for the first time. Subotica lies on the border with Hungary, over 350 miles from Kosovo. About 70 percent of Subotica's population are Hungarian. A entire block in the residential quarter of the city was demolished by Nato planes. All destroyed buildings were civilian. Two died in the attack and 15 were wounded.

Surdulica
On May 30, 20 patients in a sanitarium and retirement home complex where killed when the buildings were destroyed by five Nato missiles.

Two Nato missiles hit civilian structures in the center of Surdulica on April 27 between 12 and 12:30 p.m. A CNN reporter counted 16 civilian bodies at the scene;11 of the victims were children between 5 and 12 years of age. Three days after the attack bodies were still being taken out of the smoldering ruins.

Trstenik
On April 29, Nato missiles attacked a bridge in Trstenik, killing a woman who was crossing the bridge on her bike and wounding 17 others.

Urosevac
A residential suburb of Urosevac was demolished in a Nato attack. Six people were killed.

Uzice
On May 30, missiles struck near the post office in downtown Uzice for the fifth time, killing two civilians.

Vajevo
The June 1 airstrike on Vajevo marked the thirty-first time Nato planes had attacked this manufacturing center. A dozen fatalities have resulted from the more than 200 missiles that have hit the city and the outlaying Krusik factory.

On May 6, several buildings in the densely populated residential area of Valjevo were damaged in a Nato strike. Among them are: the City Hospital, an agriculture secondary school, a railway station and several apartment buildings. Ten people were wounded in the strike.

Varvarin
Nato planes took out a bridge in this central Serbian city, killing 11 people who were crossing in their cars when the missiles hit.

Vranje
On June 1, ten civilians were seriouly wounded when four bombs exploded in the historical district of this town.

On May 15, a residential suburb was badly damaged as a result of Nato attacks. Two people were killed while working in the field near the town. Irena, a 16-year-old girl, died from a skull fracture caused by shrapnel from a Nato missile. Her father was seriously injured. An older woman died in the assault as well.

On April 13, two people were killed, including 14 year-old Milica Stojanovic, and one person was critically wounded when missiles hit a residential suburb of Vranje called Pavjovac.